Il progetto di recupero

Le cisterne a tetto sono sistemi che raccolgono e conservano l’acqua piovana. Sono diffuse ancora oggi sull’altopiano delle Murge e, nel nostro caso, nel Parco Naturalistico delle Gravine. Vengono costruite sui lievi pendii del terreno, dove riescono a filtrare e catturare l’acqua piovana, i piccoli scorrimenti e l’umidità del suolo. Con il loro tetto a falde e i frontoni assumono un aspetto quasi monumentale, simile a piccoli templi.

Queste cisterne hanno spesso grandi capacità, anche oltre i 1000 metri cubi di acqua, e sono tuttora utilizzate in molte masserie per abbeverare gli animali e irrigare i campi.

La cisterna restaurata si trova nel Parco Regionale “Terra delle Gravine” e non era più utilizzata da più di cinquant’anni. La famiglia Gigante, sensibile alla tutela dell’architettura rurale, ha scelto di recuperarla perché rappresenta un elemento identitario del territorio e una risorsa per un futuro più sostenibile. Per questo oggi è oggetto di visite di turisti, studenti e viandanti.

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