Il recupero di questa cisterna è diventato l’occasione per riportare l’attenzione su un patrimonio rurale quasi dimenticato. Le cisterne a tetto rappresentano una tecnica antica, molto utile ma ormai caduta in disuso. Recuperarle significa valorizzare una conoscenza che può essere ancora oggi fondamentale per una gestione sostenibile dell’acqua.
La capacità della cisterna restaurata dimostra che sistemi come questo possono offrire un notevole risparmio economico e contribuire a migliorare il paesaggio. Inoltre, il riutilizzo sistematico di queste tecniche potrebbe essere una soluzione concreta ai fenomeni di siccità e desertificazione che minacciano il Sud Italia.


Lungo tutto l’arco delle Gravine esistono molti altri sistemi idrici tradizionali, testimonianza di come l’uomo abbia saputo adattarsi in territori poveri d’acqua.
La famiglia Gigante, proprietaria della Masseria la Gravina, con il recupero di questa cisterna ha trasformato un’area abbandonata in uno spazio dedicato alla memoria e alla cultura del territorio: un giardino ricco di piante e arbusti locali che vivono grazie all’acqua raccolta dalla cisterna.
Questo intervento, situato nel Parco Regionale Terra delle Gravine, assume anche un valore simbolico in occasione della Giornata Mondiale per la lotta alla desertificazione del 17 giugno, che richiama l’attenzione sull’uso responsabile dell’acqua e sull’importanza delle tecniche tradizionali per ristabilire l’equilibrio tra uomo, acqua e ambiente.